Nihil sub sole novum: Argimusco, UNESCO e riferimenti equinoziali

2018-10-25T06:29:22+00:00 24/10/2018|Uncategorized|0 Comments

Devins 2010. Paternità della scoperta del Monte Nettuno come riferimento equinoziale orientale per l’intero complesso megalitico di Argimusco. Questa teoria basta a candidare Argimusco a sito Patrimonio dell’Umanità?

Era maggio 2011 quando con la pubblicazione di La scoperta di Argimusco Paul Devins comincia a delineare la scoperta dello Specchio delle stelle.

Nel 2014 in Argimusco Decoded viene dimostrata e definitivamente formulata la teoria dello Specchio delle Stelle: Argimusco è “un sito di enormi statue di pietra che, unico caso al mondo, riproduce specularmente 10 costellazioni presenti sull’orizzonte al tramonto estivo. Tutto questo per le cure mediche e la salute di una famiglia reale del 1300, quella degli Aragona di Sicilia”.

Già nel 2010  in “Il Mistero di Argimusco” (e poi nel 2011 in la “Scoperta di Argimusco”),  Devins aveva elencato una serie di coincidenze archeoastronomiche che suggerivano la possibilità che Argimusco fosse stato usato anche come calendario naturale, anche questo forse utile (ma marginale) alla pratica della Medicina Astrale di Arnau da Villanova per la cura del Re Federico III di Sicilia.

Elenchiamo a seguire le osservazioni dell’autore.

Considerazioni del 2010/2011

1 L’aquila nella simbologia ermetica rappresenta un essere privilegiato che collega la terra col cielo. Essa e il simbolo dell’anima del defunto che dopo la morte della vita materiale rinasce a nuova vita (come l’Araba Fenice risorge dalle ceneri, cosi l’anima risorge dalle ceneri alchemiche). Sullo sfondo rispetto all’Aquila, si staglia il bellissimo cono del Monte di Nettuno (Rocca di Salvatesta) che, probabilmente nell’economia del sito, svolgeva funzione di indicatore equinoziale o solstiziale. (Il Mistero di Argimusco, 2010, pag. 24)

2 […] la Vergine (è) saldamente ritta all’angolo solstiziale estivo del piano astratto terra.

Col suo ritorno la Vergine avrebbe indicato l’equinozio autunnale in concomitanza con l’assunzione da parte dei pesci del governo celeste dell’equinozio di primavera […](Il Mistero di Argimusco, 2010, pag. 78)

3 “Ad ovest della Grande Madre (La Vergine) si trovano due megaliti costituiti da un solo blocco di pietra di forma allungata conficcati verticalmente nel terreno: sono i “Menhir” (poi identificati come Pellicano e Civetta nel 2014). I due menhir rappresenterebbero i due principi archetipi ying (ovvero il principio femminile, il megalite piu basso) e yang (il principio maschile, fallico, il menhir piu alto). All’equinozio di primavera l’ombra del sole al tramonto proiettata sul megalite piu alto doveva raggiungere un megalite posto di fronte sul lato est. (Il Mistero di Argimusco, 2010, pag. 18)

4 Osservammo che poco distante, sotto la cuspide del bellissimo Monte di Nettuno, che costituisce il riferimento equinoziale orientale per l’intero complesso megalitico, si trovava il paese di Novara di Sicilia (La Scoperta di Argimusco, 2011, pag 9)

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Alcune di queste osservazioni di Devins a giorni saranno oggetto del convegno internazionale intitolato Discover Sicily’s Argimusco | ICAHM2018 Annual Meeting. Pare che la paternità di queste (ormai superate) considerazioni archeoastronomiche di Devins sia ora vanto di altri studiosi di “chiara fama”.
Di fatto è evidente che la marginalissima osservazione su Rocca Salvatesta (Monte Nettuno) come indicatore equinoziale sia temporalmente e documentalmente da attribuire al Devins, non a suddetti studiosi di “chiara fama”, chiamati a riunirsi al convegno ICAHM2018, che hanno messo tale teoria al centro delle proprie teorie archeoastronomiche.
Teorie sulla presunta presenza di Giganti e riti sulla fertilità ad Argimusco sono una base scientifica su cui fondare una candidatura UNESCO? Il sonno della ragione genera ciclopi e plagi…sarebbe il caso di dire…
Nihil sub sole novum.
A noi non è sembrato il caso di perseverare in speculazioni, ormai obsolete,  queste teorie si basano su pochi elementi di valore scientifico e su congetture non documentabili storiograficamente.
Questo è il motivo per cui Devins (andando oltre le sue insufficienti teorie archeoastronomiche) si dedicò alla ricerca di ulteriori corrispondenze storiche e astronomiche, che poi portarono alla scoperta dello Speculum e al totale abbandono delle teorie che indentificavano ( e identificano) l’origine di Argimusco come un naturale e affascinante ammasso casuale di roccia arenaria. Argimusco non è un ammasso di Arenaria che ha generato casualmente nel tempo forme antropomorfe e zoomorfe.(vedi Argimusco Decoded, 2014)  Argimusco non è soltanto un luogo che fu utilizzato come calendario naturale, in periodi storici non ben definiti e documentati. (vedi Argimusco Decoded,2014)
Queste considerazioni elencate nello schema in alto (che allettano ormai soltanto megalitisti new age), alimentano a nostro avviso sterili considerazioni che non porteranno a Nulla di Nuovo Sotto questo Sole.
Ma dato che la paternità di queste considerazioni si deve, malauguratamente a Paul Devins, il nostro obbiettivo è quello di rimediare agli errori fatti causa l’impensabilità dell’esistenza di un sito di pietre/sigilli che fosse uno Specchio delle Stelle e di invitare i nostri lettori a seguire le future e nuove ricerche sullo Speculum Argimusco, le cui innumerevoli coincidenze archeoastronomiche possono servire solo ad avvallare l’ipotesi che sul sito la mano dell’uomo sia stata presente più di quanto si possa mai immaginare.
La teoria dello Specchio delle Stelle in questi ultimi anni è stata completamente abbandonata, utilizzata dai giornalisti prevalentemente a scopi mediatici, quando invece questa dimostra che veramente Argimusco è un sito unico al mondo.
In altri casi la presunta e tanto acclamata ‘candidatura’ di Argimusco a sito Patrimonio dell’Umanità non avrebbe alcun fondamento, in quanto in primis salterebbe il presupposto dell’unicità del luogo.
Ad oggi sarebbe più facile che un asino voli, piuttosto che Argimusco diventi sito UNESCO, considerata tra l’altro la scarsa presenza di pubblicazioni scientifiche sul luogo, la mancanza di indagini petrografiche, la mancanza di tutela e di servizi sul posto.
Ad Argimusco mancano idonei collegamenti stradali, strategie logistiche di accoglienza…che rendono Argimusco purtroppo non coerente con i criteri UNESCO. Una candidatura a patrimonio dell’Umanità comporta innanzi tutto oneri, prima che onori … evidentemente gli organizzatori di ICAHM2018 sconoscono tutto ciò. 1
La vera chiave per candidare Argimusco a sito UNESCO sarebbe, a nostro avviso, continuare le ricerche sullo Specchio delle Stelle. Questo il punto di partenza a cui far seguire una lunga opera di conservazione e tutela del luogo.
Queste le dichiarazioni di Devins e Musco in merito ad una reale e plausibile candidatura a Patrimonio dell’Umanita per Argimusco:
1 “Arnau creò un sito unico al mondo al fine dell’utilizzo dei megaliti quali enormi sigilli/statue di pietra per applicazioni mediche di “melotesia”, la medicina stellare di gran voga in epoca medievale, disciplina proveniente dalla raffinata cultura sabea di Harran e portata in Sicilia attraverso la Catalogna. ” (Argimusco Decoded, pag 321)

2 ” […] partiremo per un viaggio nel tempo, per cercare di capire la koinè culturale di chi volle lavorare le enormi pietre e seguiremo nel tempo fino ad oggi il passaggio, anch’esso culturale, delle genti sul territorio oggetto di indagine.E lo facciamo con la certezza che una volta rivelato il senso dei megaliti, il sito possa diventare uno dei più grandi centri culturali al mondo. Per quanto ci è dato conoscere su questo pianeta non esistono, infatti, altri posti concepiti per essere un vero e proprio specchio delle stelle. Un unicum a livello mondiale da conoscere e da tutelare”. (Argimusco Decoded, pag. 11)

 

Dato che Devins e Musco furono i primi ad intuire una possibile canditatura di Argimusco a sito UNESCO e a svolgere studi enciclopedici sul luogo…non sarebbe stato doveroso che Discover Sicily’s Argimusco | ICAHM2018 Annual Meeting avesse previso una sezione dedicata alle teorie esposte in Argimusco Decoded? Mancano studiosi all’altezza di esporre un così complesso ed articolato argomento? Possiamo asserire di non aver provato a dare un nostro umile contributo?

Risposta:

2018 La questione Argimusco è DIVENTATA solo un mero FATTO pubblicitario! Nihil sub sole novum! E.D.

Per approfondimenti vi rimandiamo a PROVE CONTRO L’IPOTESI PREISTORICA

Note

  1. Non possiamo non far notare che fra gli organizzatori del suddetto convegno internazionale via sia un EX ambasciatore Unesco presso lo Stato di Malta, che tra l’altro ha promesso ad altri 20 comuni Siciliani (basta fare una breve ricerca su Google) altrettante candidature previ lauti incarichi consulenziali. Il detto consulente non sa che le candidature Unesco non le presenta lo Stato di Malta ma la Commissione Nazionale Unesco Italia? Non sa che in tentative list dal 2006 vi sono ancora niente di meno che Taormina, le chiese romaniche pugliesi, quelle bizantine calabresi e che luoghi come Selinunte, Mozia e Segesta non sono ancora neanche in tale lista?? Eppure gli studi su tali eccezionali patrimoni culturali potrebbero riempire una biblioteca…

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