La Vergine dell’Apocalisse e l’Imperatrice

2018-03-20T15:15:00+00:00 20/03/2018|Uncategorized|0 Comments

“Nel settembre del 1300 […] Arnau venne arrestato a Parigi, attraverso l’azione combinata dei teologi di Parigi, il cancelliere, l’Officiale, e il vescovo di Parigi. Sotto pressione, rinunciò al suo Tractatus de tempore adventus Antichristi“. (Argimusco Decoded, pag. 122)

“[…] il progetto di Arnau – spiega Devins – era quello di realizzare sul sito di “Argimustus”, cosparso di grandi distese di rocce, una sorta di grande talismano di pietra al fine di praticare la medicina astrale per la cura del corpo del re. Ricordiamoci che un libro all’epoca diffusissimo nelle corti regie era il già citato Secretum Secretorum: in esso la cura del corpo del re assumeva una funzione sacrale e anche politica poiché in esso si incarnava lo stato.
Il progetto doveva essere più o meno questo: creare un talismano, sotto forma di speculum alchemico delle stelle, che proteggesse la salute della famiglia reale nei tempi nefasti della imminente apocalisse, da Arnau prevista per il 1368 o 1376. Nel testo Interpretatio facta per Magistrum Arnaldum de Villanova devisionibus in somnis dominorum Iacobi secundi regis Aragonum et Frederici tertii regis Siciliae eius fratris del 1308, poi, Arnau parlava di grandi stragi e calamità entro tre anni ovvero entro il 1311. E’, dunque,verosimile l’esigenza e l’urgenza di tutelare la salute della famiglia davanti alle incombenti calamità”. (Argimusco Decoded, pag. 148)

Per finire Devins assevera che:”Un talismano diventa tale se speculare, doppio, alle proprie forze astrali sia nello spazio che nel tempo, nelle proporzioni matematiche degli spazi e dei suoni. […]Secondo l’insegnamento di Pitagora, l’universo e l’uomo, il microcosmo e macrocosmo, sono costruiti sulle stesse armoniche proporzioni’. I poteri del cosmo potrebbero quindi essere evocati non con suppliche, come nella preghiera tradizionale1, ma mettendosi ‘in sintonia’ con loro, ponendosi, ovvero, sulla stessa frequenza, e manipolandoli”.(Argimusco Decoded, pag.206)

Questa forma di preghiera speciale è altresì rappresentata nel megalite della Vergine/Orante, che come già osservato, non ha ne un bambino in braccio, ne la caratteristica Spiga (stella) di Demetra, ma rispecchia una “raffigurazione assolutamente conforme alla opinione di Arnau sulla santità femminile”.

C’è di più!

Facendo un attenta analisi iconografica fra i simboli dell’Apocalisse e le statue/costellazioni presenti su Argimusco, abbiamo ragione di pensare che il talismano/argimusco rappresenti esattamente la fine dei tempi e la vittoria della “donna sul drago” così come è scritto – anche con allegorie astronomiche e alchemiche- nella ‘Rivelazione’ di San Giovanni.

 

 

Il testo di Giovanni dice: “1 Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle (la Vergine). 2 Era incinta (Cratere) e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi(Idra); 4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 5 Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono”.

L’immagine sottostante ci mostra come nella rappresentazione della Signora dell’Apocalisse o Della donna e il Drago non manchino riferimenti alle costellazioni, in particolare a quella della Vergine, del Cratere e dell’Idra.

 

 

Lo stesso riferimento alle costellazioni è presente anche nell’immagine della donna che schiaccia il capo del serpente, in quanto la costellazione della Vergine si trova sopra quella del Serpente, esattamente come su Argimusco (ciò si può verificare facilmente con lo Stellarium).

“Io porrò inimicizia fra te e la donna,e fra la tua progenie e la progenie di lei;questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno”.(Genesi 3:15 )

 

 

 

 

 

 

La costellazione della Vergine è dunque rappresentata -nella versione cristiana-dalla Donna/Vergine Maria con in testa le dodici stelle. La Vergine inoltre è spesso rappresentata con le ali: anticamente infatti la figura dell’omonima costellazione aveva le ali, chiaramente questa tradizine iconografica giunse fino al Medioevo (vedi il Libro delle stelle fisse di Al-Sufi e Lapidario di Alfonso X di Castiglia).

 

 

 

La costellazione del Cratere è rappresentata dalla coppa in mano alla Vergine ed è un allegoria che fa riferimento al suo stato di donna gravida, simbologia che sarà poi completamente sostitutita dalla cintura azzurra attorno alla vita.

Infine l’Idra rappresenta il Drago che tiene nella sua coda le stelle del firmamento:” La sua coda trascinava la terza parte delle stelle del cielo e le scagliò sulla terra”.

Le immagini a tal rigurado sono innumerevoli e il drago è sempre rappresentato come l’Idra: “Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo” (vedi sempre Apocalisse di Giovanni).

 

 

 

Il megalite della Vergine, del Cratere e dell’Idra sono presenti su Argimusco in perfetta corrispondenza delle rispettive costellazioni in cielo? Si.

Le suddette costellazioni sono anche quelle elencate nell’Apocalisse di Giovanni? Si.

La scelta di Arnaldo di rappresentare sull’orizzonte ovest di Argimusco le suddette costellazioni potrebbe avere  dunque un collegamento con i suoi scritti e le sue idee riguardo la fine dei tempi? Lo sveleremo tra poco.

A tal proposito vogliamo attenzionare un immagine molto particolare dell’Apocalisse realizzata da Durer.

 

 

Come possiamo notare quì la Vergine ha sempre le ali, ma il suo abbigliamento è assolutamente conforme a quello di una suora in preghiera.  Anche “la figura della Vergine su Argimusco è stata prodotta, – spiega Devins – verosimilmente, in epoca medievale poiché la figura ha una veste  lunga ed è in preghiera, con le mani giunte, come una suora, di cui si distingue il copricapo”.  (Argimusco Dedoded, pag.31)

La rappresentazione della Vergine in preghiera è praticamente conforme a tantissime raffigurazioni della Vergine dell’Apocalisse, ciò ci fa presupporre che effettivamente Arnaldo volesse fare riferimento alle sue profezie apocalittiche ampiamente discusse nel suo scritto sull’avvento dell’Anticristo.

Altresi, riguardo il rapporto tra costellazioni e immagini, abbiamo trovato un immagine molto interessante in un dipinto di Hans Memling intitolato ‘Allegoria con una vergine’ (1479-1480).

 

 

Se analizziamo attentamente la figura i due leoni alla base delle rocce, in cui è incastonata la Vergine, possiamo costatare che sono esattamente un riferimento alle costellazioni del Leone e del Leoncino. Forse c’è anche un Delta roccioso in fondo a destra? Anche su Argimusco accanto alla Vergine, così come in cielo, troviamo la rappresentazione della costellazione del Leone? Si. Su Argimusco c’è un Delta Templare? Si.

Questo dimosta, a nostro avviso, che l’utilizzo di allegorie e di riferimenti alle costellazioni era molto frequente sia nel Medioevo come nel Rinascimento, così come  è in fondo avvenuto nella produzione letteraria e nell’iconografia di sempre.

La ragione di questo rapporto strettissimo tra immagine terreste e immagine celeste è che l’uomo ha sempre cercato di interagire col divino, alla base di questa sintonizzazione vi è la specularità fra terra e cielo, così come descritto in moltissimi testi religiosi e filosofici, in particolare nella Tavola di Smeraldo.

Ma torniamo alle nostre immagini.

 

 

La foto qui riportata è quella del mosaico che rappresenta la Regina Eleonora D’Angiò, la quale, come ampiamente discusso da Devins, fu con molta probabilità la finanziatrice del progetto Argimusco.

“La Vergine (statua/megalite su Argimusco) è una suora in preghiera – spiega Devins – esattamente per come prescritto nell’Informaciò da Arnau ad Eleonora: una personificazione, immagine vivente della Santa Vergine madre del Cristo. La stessa immagine coincide con il mosaico trecentesco raffigurante Eleonora, tutt’ora visibile nella versione originale, sull’abside sinistra del Duomo di Messina. Davanti alla statua di Eleonora stava, non a caso, la grande aquila della casata reale aragonese. E ancora oggi vergine ed aquila sono i megaliti più riconoscibili del sito, come a simboleggiare una forte unione coniugale anche dal punto di vista simbolico.
Le mani giunte con le dita intrecciate in preghiera, lo abbiamo visto sopra, sono una prova forte dell’origine non pre-cristiana della statua della Vergine o Orante, come la chiamano alcuni studiosi locali.”(Argimusco Decoded, pag. 152)

C’è di più!

Se analiziamo attentamente l’immagine dell’arcano maggiore dell’Imperatrice notiamo come ad essa vengano attribuite tutte le simbologie inerenti alla costellazione della Vergine.

 

 

Notiamo infatti la corona stellata, le ali, la luna sotto i piedi e in particolare il simbolo imperiale dell’Aquila (anche questo, lo ribadiamo, presente su Argimusco). Ciò dimostra che l’accostamento fra la Costellazione della Vergine e la Regina Eleonora non sia affatto improbabile, ma che anzi questi sia frutto di una solida visione filosofica e culturale, poi esplicata sopratutto attraverso le immagini. La Vergine è per eccellenza il simbolo della regalità femminile, sia in ambito cristiano, che in ambito pagano (da cui il cristianessimo stesso ha attinto tutti gli archetipi dell’immaginario e delle raffigurazioni collettive).

 

 

Queste stesse allegorie sono state utilizzate anche in alchimia, in cui proprio il linguaggio e le immagini cristiche hanno assunto un valore fondamentale, come ad esempio nella miniatura del Rosarium Philosophorum qui sotto riportata .

 

 

C’è ancora di più!

Anche i templari e rosacroce hanno elaborato un linguaggio simbolico fondato principalmente su iconografie collegate al cristianesimo e alle costellazioni.

In particolare  abbiamo trovato un immagine rosacruciana – anche se postuma – in cui il simbolismo è identico a quello presente su Argimusco. Crediamo sia ormai quasi superfluo ricordare che Arnaldo da Villanova era Rosacroce, ma lo facciamo per i lettori più distratti.

In questa ultima immagine che sottoponiamo alla vostra attenzione possiamo osservare la Vergine con la luna sotto i piedi, la classica Spiga in una mano e lo specchio in un altra(come nella tradizione pagana mesopotamica), inoltre possiamo notare il Serpente che striscia a terra vicino il Delta/Tetragramma, ed infine possiamo vedere la raffigurazione del Pellicano.

 

 

 

Pellicano, Delta, Serpente e Vergine sono presenti su Argimusco? Si.

E.D.

 

Note

  1. PREGARE Indagine sulla preghiera dal paleolitico ai primi Padri della Chiesa, Di Giuliana Fabris,Giuseppe Polo

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